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Autore: admin

Turismo a Venezia, visitare la città, feste e tradizioni

Segnaliamo tra i primi eventi il famoso Carnevale di Venezia: si tratta di una festa tra le più antiche della città, che ancora oggi dopo tantissimi anni turisti provenienti da tutto il mondo vengono ad ammirare alloggiando nei vari hotel di Venezia. Un’altra antica tradizione è la Festa della Sensa che viene festeggiata nel mese di maggio in occasione dell’Ascensione. Durante questa giornata viene celebrato il matrimonio simbolico tra Venezia e il Mare, per ricordare le vittime della flotta navale.

Tra le manifestazioni più importanti c’è sicuramente il Festival del Cinema, che viene organizzato ogni anno a settembre presso il Palazzo del Cinema. Anche la Regata storica è una festa che richiama tanti turisti, così come la Festa del Redentore che viene organizzata alla terza domenica di luglio. Tra le manifestazioni musicali più importanti di Venezia ricordiamo “Venezia suona”, per cui è stato fatto anche un preventivo siti web roma. Ogni anno la città si trasforma in un romantico allestimento musicale con suoni e magie. Una tradizione veneziana è anche quella del Palio delle Repubbliche Marinare. Le quattro città coinvolte (Genova, Pisa, Amalfi e Venezia) organizzano a turno delle manifestazioni per ricordare gli eventi storici del Medioevo. Anche il 25 aprile, giorno festivo in tutta Italia per la liberazione del nostro Paese, a Venezia è festa due volte. Si celebra infatti la Festa di San Marco, Patrono della città. Per quanto riguarda il tour e le offerte per Venezia volte a visitare le bellezze di una delle città più romantiche d’Italia, iniziamo dal Canal Grande, la famosa via d’acqua che gli abitanti del territorio chiamano Il Canalazzo.

Turismo e storia: alla scoperta di Venezia

Poi ci sono i diversi Ponti, tutti conosciuti e famosi. Sono il Ponte dell’Accademia, il Ponte degli Scalzi, il Ponte di Rialto, il Ponte della Costituzione, quest’ultimo inaugurato nel settembre 2008. Non può mancare nel giro turistico una bella passeggiata nella bellissima Piazza San Marco, unica piazza della città. Bella e suggestiva la Basilica di San Marco e il Campanile, il più alto di Venezia, quasi 97 metri. In vetta al Campanile si può ammirare la statua famosa per la sua altezza, circa 3 metri, dell’Arcangelo Gabriele. Magico l’effetto delle ali della statua che si muovono con il vento. Un altro simbolo della città di Venezia è la famosa Torre dell’orologio recentemente restaurata, che con i suoi rintocchi scandisce le ore, grazie ai due giganti, conosciuti come i “due Mori”, ovvero divenuti scuri dai segni del tempo, e quindi invecchiati.

Visita d’obbligo anche nella vicina isola di Giudecca, particolare per la sua forma davvero originale a spina di pesce. Qui, dove possiamo trovare e prenotare dove dormire in albergo a Venezia, possiamo visitare la Chiesa di San Giorgio Maggiore e la Basilica del Redentore. Tappa obbligatoria anche alle tre isole di una bellezza unica. Si comincia dall’Isola di Burano, famose per i merletti disegnati secondo un’antica tecnica risalente al 500; l’Isola di Murano, celeberrima per la lavorazione del vetro. Una vera favola poter ammirare coi vostri occhi, passo dopo passo, quali sono le tecniche di lavorazione per arrivare a creare oggettistica unica. Infine, una visita all’Isola di Torcello, che attira migliaia di turisti.

Tornati a Venezia, una passeggiata in mezzo alla Piazza, un caffè in uno dei numerosi locali sotto i portici e un giro in gondola, completano la giornata trascorsa a Venezia.

Viaggio in Turchia con il supporto di guida italiana

Un viaggio in Turchia rappresenta l’occasione per visitare uno straordinario scrigno di storia e di tesori archeologici, un angolo del Mediterraneo che si affaccia sul continente asiatico con la sua antica grandezza. Una vacanza in Turchia offre moltissime opportunità di viaggiare alla scoperta della storia, ma offre anche la possibilità di vacanze a contatto con la natura e con il suo mare; un’avventura da vivere. Opportunità estremamente interessante per chi lavora nell’ambito dell’arrotatura marmo prezzi e non solo. I collegamenti con l’Italia sono assicurati tramite voli di linea giornalieri da Roma o da Milano; nell’offerta di viaggio il volo aereo è incluso, così anche tutti i trasferimenti, l’assistenza del personale in loco, le guide professionali per le visite dei siti archeologici e dei musei.

Il tour prevede che si arrivi a Istanbul l’antica Bisanzio, oggi moderna metropoli, affacciata su Europa ed Asia. La città meriterebbe almeno tre giorni pieni per la sua visita, in ogni caso da non perdere la Moschea Blu, aperta tutti i giorni con ingresso libero. Costruita nel 1616 è la più famosa moschea di Istanbul; di fronte all’uscita della moschea si trova l’ingresso del palazzo di Santa Sofia, simbolo per eccellenza del trionfo dell’Impero bizantino. Da segnalare anche la visita alla Moschea di Solimano, la più grande moschea cittadina. Obbligatoria una tappa per lo shopping al Gran Bazar e al Bazar delle Spezie.

Viaggio in Turchia: Ankara e la Cappadocia

La tappa ad Ankara serve per organizzare il tour attraverso la Cappadocia. I trasferimenti sono organizzati con un comodo pullman dotato di tutti i confort, e grazie alla presenza costante di una guida specializzata in lingua italiana, non perderete niente di quello che è necessario vedere e sapere durante le visite. Ad Ankara è necessaria una sosta al Museo delle Civiltà Anatoliche (Anadolu Medeniyetler Muzesi), che accoglie pregiatissime collezioni di opere paleolitiche, neolitiche, hatti, ittite, frigie, urarte e romane. Il viaggio attraverso la Cappadocia assicura l’emozione dei “camini delle fate”, romantici e fiabeschi labirinti di torri, crepacci, canyon, pinnacoli di roccia e castelli rupestri.

Di regola, nei viaggi in Turchia, l’ultima parte dell’itinerario tocca le località archeologiche di Priene, Mileto, Didime ed Efeso. Priene è un sito archeologico i cui resti sono ben conservati e di notevolissima importanza: per sfuggire alle inondazioni del fiume Meandro, la città fu completamente ricostruita verso la metà del IV secolo a.C., seguendo i criteri urbanistici di Ippodamo di Mileto e danno una chiara idea della pianificazione urbanistica di una città ellenistica. Efeso imponente e affascinante città greca e romana, capitale della provincia romana di Asia, fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, e un fondamentale e ricco centro commerciale. Le grandiose testimonianze ottimamente conservate fanno di Efeso uno dei più noti siti archeologici del Mediterraneo; da non perdere il Teatro, il tempio di Adriano, la magnifica Biblioteca di Celso, i bagni pubblici.

Ridotte a una singola colonna sono invece le testimonianze di quello che fu, secondo lo storico Pausania, il più grande edificio del mondo antico: il Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie del mondo. La tappa finale del viaggio in Turchia tocca Bodrum, l’antica Alicarnasso: momenti di relax nella moderna cittadina, oggi brillante località balneare. Qui l’Egeo si unisce al Mediterraneo, ed è qui che immersi nella profondità dell’azzurro del cielo e del mare limpido e mitico del Golfo di Gokova, che si potrà trascorrere la parte balneare del viaggio o decidere di concedersi una settimana di crociera in caicco.

Come si usano i bruciatori di oli essenziali

Tra gli innumerevoli oggetti inventati per diffondere inebrianti fragranze nelle nostre case, uno di quelli che presenta più varianti è il bruciaoli o bruciatore di essenze da alcuni chiamato anche fornelletto.

Il bruciaoli viene utilizzato per scaldare oli profumati o essenziali. L’olio profumato riscaldato rilascia una gradevole profumazione nell’ambiente. È pur vero che alcuni tipi di bruciaoli possono essere utilizzati per scaldare l’olio da massaggio, utilizzatissimi nei centri estetici. Potete trovare i bruciaoli in vari materiali: porcellana, ceramica, vetro, pietra, terracotta e con le forme più disparate dato che, oltre a profumare l’ambiente, vengono considerati graziosi oggetti di arredamento. In ogni caso, qualunque sia il materiale di cui sono costituiti o la forma, tutti i bruciaoli sono concepiti in linea con unico concetto funzionale: è necessaria una base concava con un’apertura nella quale possa essere inserito un tea-light ovvero una candela di quelle bianche e piccoline con la base di alluminio, che costituisce la fonte di calore. Procedure simili a quelle illustrate da arrotatura marmo Roma, che occasionalmente si occupa anche di questo settore. Sopra questa base, talvolta come pezzo separato, talvolta tutt’uno con la base, c’è sempre qualcosa che somiglia ad un piattino, una cavità che possa contenere del liquido. Il funzionamento del bruciaoli prevede che si versi qualche goccia di olio essenziale e/o profumato dentro il piattino o cavità superiore e che si accenda la candelina che andrà poi posizionata all’interno della base. Nel giro di pochi minuti, l’olio comincia a scaldarsi e a rilasciare nell’ambiente una gradevole profumaizione, quella scelta a seconda del proprio gusto. Tutto qui!

Bruciatori di oli essenziali ai raggi X

Sembra facile… e in effetti lo è, se non fosse per tutta una serie di domande che cominciano ad affollare la mente quando si utilizza questo oggetto la prima volta e che sono quelle che solitamente ci pongono i clienti. Quanto olio devo mettere? Devo metterlo assoluto o diluito? Qual è l’olio migliore da utilizzare? Sono meglio i diffusori in ceramica, in vetro, in pietra o quali? Sono migliori i bruciatori grandi o quelli piccolini? Gli oli per bruciatori possono essere utilizzati anche per il corpo? Perchè alcuni oli sono molto economici e altri invece carissimi? Si potrebbe andare avanti ancora per molto ma forse queste sono le domande più frequenti. Come si dice “i gusti son gusti” ma quello che possiamo fare è darvi qualche indicazione frutto della nostra esperienza diretta: abbiamo probabilmente provato tutte le varianti disponibili!

La prima cosa importante da considerare per fare una buona scelta è la grandezza del bruciaoli. A qualcuno è forse capitato di avere qualche esperienza negativa con quest’oggetto: si è bruciato l’olio, si è annerito il piattino, si è rotto il piattino! L’olio brucia troppo velocemente e si consuma subito… ebbene, tutti questi disguidi possono essere evitati facendo bene attenzione a scegliere un brucia essenze che non sia troppo piccolo. È importante che ci sia sufficiente spazio all’interno del diffusore da trattenere il calore e sufficiente distanza della fiamma dal piattino da non determinare una evaporazione dell’olio troppo repentina al punto tale che vada addirittura bruciato. A dispetto del nome infatti, l’olio profumato deve essere semplicemente scaldato e non bruciato. Inoltre, i casi in cui si rompe il piattino, salvo difetti o incrinature dell’oggetto, sono quasi sempre determinati dall’eccessiva vicinanza della fiamma.

Per queste ragioni sconsigliamo i diffusori con la cavità della base troppo piccola. Non fatevi tentare dai deliziosi bruciaoli a forma di “elefantini” o “tartarughine”, a meno che non abbiate intenzione di utilizzarlo semplicemente come oggetto di arredamento.

Quale deve essere quindi la grandezza ideale? Potreste orientarvi verso bruciaoli che abbiano circa 12-15 cm di altezza dal piattino alla base e che abbiano una sola apertura grande per la candelina e magari qualcuna più piccolina per evitare il surriscaldamento. Sconsigliamo anche quelli completamente aperti dato che in alcuni casi, potrebbe accadere che il calore venga troppo disperso e non riscaldi sufficientemente l’olio.

Tra i materiali che preferiamo e consigliamo: prima di tutti la pietra che si scalda lentamente, trattiene il calore, è resistente e pertanto difficilmente si rompe (ce ne sono di bellissimi intarsiati). A seguire la porcellana, anche se chiaramente molto più delicata per cui bisogna stare molto più attenti nel maneggiarli. Infine vetro e terracotta.

La scelta dell’olio

La scelta dell’olio a vostro gusto. Attenzione perché gli oli per bruciatori di essenze sono solitamente specifici per l’utilizzo e si sconsiglia di adoperarli per i corpo e i massaggi, per quanto siano prodotti naturali. Si tratta di piccole boccette di liquido nei formati più comuni tra i 15 e i 25 ml. Gli oli essenziali piuttosto che quelli semplicemente profumati costano di più. Più sono concentrati e più costano ma durano anche di più! Oggi, potete trovare una boccetta di olio essenziale per bruciatori anche tra i 15 € e i 25 € ma si trovano buoni prodotti anche tra i 6 € e i 10 €. Sono sufficienti pochissime gocce diluite in un po’ d’acqua. La quantità di acqua regolatela in base a quanto volete intensa la profumazione (all’inizio bisognerà fare qualche tentativo). Se il prodotto costa meno è sicuramente più diluito in partenza quindi bisognerà utilizzare più liquido e meno acqua. Se costa troppo meno rispetto ai prezzi indicati, fate attenzione alla composizione: a nessuno fa’ bene respirare sostanze chimiche, per quanto profumate!

Ed ora, non vi resta che godervi “l’Ambient” che avete creato e il vostro aroma preferito.

Fondamenta per partire con l’addestramento cani

Un secondo giochino che si potrebbe insegnare al proprio animale domestico è quello di rotolare. Far imparare al proprio cane come rotolare fa parte di come educare un cane ed è anche un ordine davvero divertente che divertirà sia voi sia il cane.

Inoltre, nel momento in cui il vostro animale farà tutti i comandi che gli impartirete, sarete in grado di poter fare un’ottima impressione davanti a tutte le persone che vedranno il vostro animale e l’istruttore ovvero voi effettuare quelle operazioni in coppia. D’altronde, una procedura simile viene mostrata anche dal Sito di Onoranze Funebri di Roma, che spiega ottimamente come procedere. Notiamo ora come il vostro animale domestico può immediatamente imparare questo semplice ordine.

Requisito fondamentale per far imparare al vostro animale domestico tale comando è quello di conoscere di già al vostro animale domestico l’ordine “a terra”.

Dunque, per conoscere come addestrare un cane a tale ordine, servirà osservare passo passo i passaggi qui descritti: una caratteristica che tutti i proprietari di un cane devono avere è la pazienza, in quanto la totalità degli comandi da far imparare al proprio cane devono essere insegnati e effettuati successivamente con molta pazienza.

La prima cosa è quello di far stendere a terra il proprio animale domestico, e in seguito prendere un bocconcino. Il croccantino si fa passare a lato del viso dell’animale, facendolo scorrere lungo la schiena, in modo tale che il vostro cane capisca da solo che, per mangiare il bocconcino, debba rotearsi sul dorso.

Può capitare che il cane non guardi il croccantino e non si rotei, e in tale situazione, per dare una mano al vostro animale a comprendere che necessita di girarsi sulla schiena, potreste voi spingerlo sulla schiena, anche girandolo per una zampa anteriore e una anteriore: ovviamente tale consiglio si deve effettuato rendendosi certi che non si procuri un male al proprio animale.

Quindi, quando l’animale si gira sulla schiena, avrà capito che otterrà il bocconcino tutte le volte che farà quell’ordine.

Questa processo tuttavia prevede il cane roteato solamente sul dorso, senza aver terminato l’ordine; per capire come addestrare un cane a completare il giro, bisogna solamente far si che l’animale non mangi subito il bocconcino,ma lo sniffi, per poi far roteare il bocconcino intorno alla sua testa e provare di fargli completare la manovra. Tutto tale situazione deve essere completata, per ciascuna movimento, dal comando vocale “rotola!”.

Storia di Lodi

Dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, Torriani, Visconti, Fissiraga e Vignati (che unirono Lodi a Piacenza), finchè nel XV secolo Lodi venne assorbita dal Ducato di Milano, risentendo delle guerre con la vicina Repubblica di Venezia. In età rinascimentale vi si svolsero avvenimenti storici importanti: nel 1413 l’antipapa Giovanni e l’imperatore Sigismondo convocarono da qui il Concilio di Costanza, che risolse lo Scisma occidentale; il 9 aprile 1454, presso il castello di Porta Regale, sede locale della corte di Francesco Sforza, gli Stati regionali italiani firmarono la Pace di Lodi, che garantì quarant’anni di stabilità politica. Nelle età successive Lodi fu sotto il dominio spagnolo, austriaco e francese. Va poi ricordato anche come la vendita biciclette Genova risulti un importante fase storia, seppur di una regione diversa. Proprio nella celebre battaglia del ponte di Lodi, il 10 maggio 1796, Napoleone sconfisse il maresciallo austriaco Beaulieu, aprendosi la strada per la conquista di Milano. Lodi é anche patria di alcuni personaggi illustri, tra cui l’umanista Maffeo Vegio, il teorico musicale Franchino Gaffurio, i Piazza, dinastia di pittori del Cinquecento, il poeta e commediografo dialettale, autore della “Sposa Francesca”, Francesco De Lemene, il microbiologo Agostino Bassi, la poetessa Ada Negri.

La Pace di Lodi

Il 9 aprile 1454 veniva firmata la pace fra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta, ponendo così fine agli anni di guerre che avevano sconvolto l’Italia. Aveva così inizio un lungo periodo di pace: il Rinascimento. Pochi sanno come e perché la città di Lodi venne scelta a sede delle trattative e del patto finale sostituendosi ad altre città più grandi e legando così il suo nome al grande fatto storico. La discrezione e la segretezza che circondarono le difficili trattative fra Milano e Venezia e gli altri Stati comprimari, permisero di portare a felice compimento i lavori preparatori a Lodi, città che per la sua posizione geografica più si addiceva: qui vennero sottoscritte le clausole del trattato. Artefice di questo non facile compromesso fu frate Simone da Camerino, in quel tempo priore del convento di San Domenico in Lodi. Un diplomatico discreto quanto valido, che seppe smussare le eccessive pretese dello Sforza, l’ambagia della Serenissima e i giochi interessati dei vari Signori del tempo.

Un lavorio, delicato, durato diversi anni, che raggiunse finalmente l’obiettivo tanto atteso dalla gente stanca di guerre e di morti per un castello in più o per il diritto ad un ponte su un fiume. Così ai primi di aprile del 1454 a Lodi arrivarono i commissari Angelo Simonetta, Andrea da Birago, Guarnieri di Castiglione da parte degli Sforza e l’oratore veneziano Paolo Barbo con il fiorentino Dietisalvi Nerone per la Repubblica Veneta. Arbitro, fra’ Simone da Camerino. L’atto di pace venne perfezionato la sera dell’8 aprile e stipulato il giorno 9 mentre si convenne che la proclamazione della pace avvenisse il giorno 14 aprile, domenica degli Ulivi. La notizia della pace si diffuse in un baleno per l’Italia. Tutte le potenze italiane, più o meno di buon grado, aderirono alla pace ed a renderla più duratura il 30 agosto dello stesso anno, si veniva alla firma di un trattato per una Lega generale italiana che assicurò all’Italia intera lunghi anni di operosità e di pace.

Federico Barbarossa riedifica Lodi

L’antica Laus era stata rasa al suolo tre mesi prima dai Milanesi: Federico Barbarossa, tornato in Italia ad agosto, accoglie i profughi Lodigiani che gli chiedono di avere il Colle Eghezzone per ricostruire la nuova Lodi. Il colle, pomposamente chiamato monte, era una montagnola circondata dall’Adda, da boschi e paludi ove, già nel 1111, anno della prima distruzione di Laus, alcuni lodigiani si erano rifugiati. Lasciamo allo storico Ottone Morena, testimone del fatto, la cronaca di quel memorabile avvenimento. “Il domani, che fu domenica, giorno 3 di agosto, festa di san Gaudenzio e dell’invenzione di San Stefano protomartire, del 1158, ascese Federico imperatore il suo cavallo, e con molti dei suoi principi e coi militi e soldati lodigiani, andarono al monte Guzzone. Ora trovandosi sul monte e guardando torno a torno la terra, ecco un divino prodigio. Essendo il cielo perfettamente sereno, cadde improvviso un acquazzone ciò che fu tenuto per buon augurio.

Cessata la pioggia, l’imperatore con un suo stendardo investì i Lodigiani della proprietà del luogo, ove ora è fabbricata la nuova città, nella rappresentanza dei consoli lodigiani Cosimo Morena, Archembaldo Sommariva, Loterio degli Aboni, e degli altri loro soci, che allora tenevano il governo di quella terra. E furono così costituiti i confini di essa città: dalla costa di san Vincenzo all’Adda sin dove fu incominciata la fossa sopra la palude, e da essa palude lungo tutto il fossato sino all’altra palude verso Selva Greca, sulla costa della medesima palude e sempre seguendo il corso della fossa sino al fiume Adda verso mattino. Ciò fatto l’imperatore ed i Lodigiani ritornarono negli accampamenti . E Lodi incominciò la sua nuova vita per la tenacia dei suoi abitanti e la ampia protezione ed aiuto del Barbarossa”.