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Mese: Maggio 2020

Fondamenta per partire con l’addestramento cani

Un secondo giochino che si potrebbe insegnare al proprio animale domestico è quello di rotolare. Far imparare al proprio cane come rotolare fa parte di come educare un cane ed è anche un ordine davvero divertente che divertirà sia voi sia il cane.

Inoltre, nel momento in cui il vostro animale farà tutti i comandi che gli impartirete, sarete in grado di poter fare un’ottima impressione davanti a tutte le persone che vedranno il vostro animale e l’istruttore ovvero voi effettuare quelle operazioni in coppia. D’altronde, una procedura simile viene mostrata anche dal Sito di Onoranze Funebri di Roma, che spiega ottimamente come procedere. Notiamo ora come il vostro animale domestico può immediatamente imparare questo semplice ordine.

Requisito fondamentale per far imparare al vostro animale domestico tale comando è quello di conoscere di già al vostro animale domestico l’ordine “a terra”.

Dunque, per conoscere come addestrare un cane a tale ordine, servirà osservare passo passo i passaggi qui descritti: una caratteristica che tutti i proprietari di un cane devono avere è la pazienza, in quanto la totalità degli comandi da far imparare al proprio cane devono essere insegnati e effettuati successivamente con molta pazienza.

La prima cosa è quello di far stendere a terra il proprio animale domestico, e in seguito prendere un bocconcino. Il croccantino si fa passare a lato del viso dell’animale, facendolo scorrere lungo la schiena, in modo tale che il vostro cane capisca da solo che, per mangiare il bocconcino, debba rotearsi sul dorso.

Può capitare che il cane non guardi il croccantino e non si rotei, e in tale situazione, per dare una mano al vostro animale a comprendere che necessita di girarsi sulla schiena, potreste voi spingerlo sulla schiena, anche girandolo per una zampa anteriore e una anteriore: ovviamente tale consiglio si deve effettuato rendendosi certi che non si procuri un male al proprio animale.

Quindi, quando l’animale si gira sulla schiena, avrà capito che otterrà il bocconcino tutte le volte che farà quell’ordine.

Questa processo tuttavia prevede il cane roteato solamente sul dorso, senza aver terminato l’ordine; per capire come addestrare un cane a completare il giro, bisogna solamente far si che l’animale non mangi subito il bocconcino,ma lo sniffi, per poi far roteare il bocconcino intorno alla sua testa e provare di fargli completare la manovra. Tutto tale situazione deve essere completata, per ciascuna movimento, dal comando vocale “rotola!”.

Storia di Lodi

Dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, Torriani, Visconti, Fissiraga e Vignati (che unirono Lodi a Piacenza), finchè nel XV secolo Lodi venne assorbita dal Ducato di Milano, risentendo delle guerre con la vicina Repubblica di Venezia. In età rinascimentale vi si svolsero avvenimenti storici importanti: nel 1413 l’antipapa Giovanni e l’imperatore Sigismondo convocarono da qui il Concilio di Costanza, che risolse lo Scisma occidentale; il 9 aprile 1454, presso il castello di Porta Regale, sede locale della corte di Francesco Sforza, gli Stati regionali italiani firmarono la Pace di Lodi, che garantì quarant’anni di stabilità politica. Nelle età successive Lodi fu sotto il dominio spagnolo, austriaco e francese. Va poi ricordato anche come la vendita biciclette Genova risulti un importante fase storia, seppur di una regione diversa. Proprio nella celebre battaglia del ponte di Lodi, il 10 maggio 1796, Napoleone sconfisse il maresciallo austriaco Beaulieu, aprendosi la strada per la conquista di Milano. Lodi é anche patria di alcuni personaggi illustri, tra cui l’umanista Maffeo Vegio, il teorico musicale Franchino Gaffurio, i Piazza, dinastia di pittori del Cinquecento, il poeta e commediografo dialettale, autore della “Sposa Francesca”, Francesco De Lemene, il microbiologo Agostino Bassi, la poetessa Ada Negri.

La Pace di Lodi

Il 9 aprile 1454 veniva firmata la pace fra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta, ponendo così fine agli anni di guerre che avevano sconvolto l’Italia. Aveva così inizio un lungo periodo di pace: il Rinascimento. Pochi sanno come e perché la città di Lodi venne scelta a sede delle trattative e del patto finale sostituendosi ad altre città più grandi e legando così il suo nome al grande fatto storico. La discrezione e la segretezza che circondarono le difficili trattative fra Milano e Venezia e gli altri Stati comprimari, permisero di portare a felice compimento i lavori preparatori a Lodi, città che per la sua posizione geografica più si addiceva: qui vennero sottoscritte le clausole del trattato. Artefice di questo non facile compromesso fu frate Simone da Camerino, in quel tempo priore del convento di San Domenico in Lodi. Un diplomatico discreto quanto valido, che seppe smussare le eccessive pretese dello Sforza, l’ambagia della Serenissima e i giochi interessati dei vari Signori del tempo.

Un lavorio, delicato, durato diversi anni, che raggiunse finalmente l’obiettivo tanto atteso dalla gente stanca di guerre e di morti per un castello in più o per il diritto ad un ponte su un fiume. Così ai primi di aprile del 1454 a Lodi arrivarono i commissari Angelo Simonetta, Andrea da Birago, Guarnieri di Castiglione da parte degli Sforza e l’oratore veneziano Paolo Barbo con il fiorentino Dietisalvi Nerone per la Repubblica Veneta. Arbitro, fra’ Simone da Camerino. L’atto di pace venne perfezionato la sera dell’8 aprile e stipulato il giorno 9 mentre si convenne che la proclamazione della pace avvenisse il giorno 14 aprile, domenica degli Ulivi. La notizia della pace si diffuse in un baleno per l’Italia. Tutte le potenze italiane, più o meno di buon grado, aderirono alla pace ed a renderla più duratura il 30 agosto dello stesso anno, si veniva alla firma di un trattato per una Lega generale italiana che assicurò all’Italia intera lunghi anni di operosità e di pace.

Federico Barbarossa riedifica Lodi

L’antica Laus era stata rasa al suolo tre mesi prima dai Milanesi: Federico Barbarossa, tornato in Italia ad agosto, accoglie i profughi Lodigiani che gli chiedono di avere il Colle Eghezzone per ricostruire la nuova Lodi. Il colle, pomposamente chiamato monte, era una montagnola circondata dall’Adda, da boschi e paludi ove, già nel 1111, anno della prima distruzione di Laus, alcuni lodigiani si erano rifugiati. Lasciamo allo storico Ottone Morena, testimone del fatto, la cronaca di quel memorabile avvenimento. “Il domani, che fu domenica, giorno 3 di agosto, festa di san Gaudenzio e dell’invenzione di San Stefano protomartire, del 1158, ascese Federico imperatore il suo cavallo, e con molti dei suoi principi e coi militi e soldati lodigiani, andarono al monte Guzzone. Ora trovandosi sul monte e guardando torno a torno la terra, ecco un divino prodigio. Essendo il cielo perfettamente sereno, cadde improvviso un acquazzone ciò che fu tenuto per buon augurio.

Cessata la pioggia, l’imperatore con un suo stendardo investì i Lodigiani della proprietà del luogo, ove ora è fabbricata la nuova città, nella rappresentanza dei consoli lodigiani Cosimo Morena, Archembaldo Sommariva, Loterio degli Aboni, e degli altri loro soci, che allora tenevano il governo di quella terra. E furono così costituiti i confini di essa città: dalla costa di san Vincenzo all’Adda sin dove fu incominciata la fossa sopra la palude, e da essa palude lungo tutto il fossato sino all’altra palude verso Selva Greca, sulla costa della medesima palude e sempre seguendo il corso della fossa sino al fiume Adda verso mattino. Ciò fatto l’imperatore ed i Lodigiani ritornarono negli accampamenti . E Lodi incominciò la sua nuova vita per la tenacia dei suoi abitanti e la ampia protezione ed aiuto del Barbarossa”.